George R.R. Martin

Fuoco e Sangue

Ed. Mondadori 2018

 

 



L'emozionante storia dei Targaryen prende vita in questa opera magistrale dall'autore de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", che ha ispirato la serie HBO "Game of Thrones".Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, Casa Targaryen - l'unica famiglia di signori dei draghi a sopravvivere al Disastro di Valyria - si stabilì a Roccia del Drago. Con Fuoco e Sangue ha così inizio la loro storia sotto il leggendario Aegon il Conquistatore, creatore del Trono di Spade, per proseguire narrando le generazioni di Targaryen che hanno combattuto per difendere quell'iconico scranno, fino alla guerra civile che quasi dilaniò per sempre la loro dinastia.In questo avvincente primo volume della loro storia, narrata dalla penna di un antico maestro della Cittadella, finalmente i frammenti e gli accenni che riecheggiavano nel ciclo epico Il Trono di Spade sono svelati in tutta l'ampiezza di un portentoso affresco: com'è stato forgiato il Trono di Spade? Perché era così micidiale visitare Valyria dopo il Disastro? Quali sono stati i peggiori crimini di Maegor il Crudele? Cosa scoprì Alysanne la Buona recandosi alla Barriera? Che cosa è veramente successo durante la Danza dei Draghi? Sono solo alcune delle domande cui viene data risposta in questa cronaca fondamentale del continente occidentale.Finalmente anche il grande mondo fantasy di George R.R. Martin ha il suo legendarium, un compendio inesauribile di episodi e dettagli che riecheggia Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien e Storia della decadenza e caduta dell'Impero Romano di Gibbon, un banchetto fastoso per tutti gli appassionati e un potente specchio delle grandezze e miserie della natura umana, nei bassifondi della carestia o assisa su un trono, nel fango d'una battaglia o sul dorso d'un drago.

Ho ammirato Martin per i suoi racconti e per i suoi primi romanzi, specialmente di SF. Il Pianeta dei Venti, scritto con Lisa Tuttle, mi è rimasto impresso in modo incredibile, e anche La Luce Morente è un vero gioiello. Poi è arrivata la saga Fantasy Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, e Martin è diventato STORIA (vedere qui, qui e qui). Solo che ancora non ha pubblicato il finale di questa vicenda che è anche diventata l'emblema del successo televisivo con la serie TV Il Trono di Spade, che invece si avvia alla sua conclusione.
È abbastanza ovvio che se, in spasmodica e contemporaneamente quasi rassegnata attesa della conclusione della storia che ci ha appassionati, appare un volume che vuole raccontare come a quella storia ci si è arrivati, che intende fare luce su tutti gli avvenimenti precedenti, pur imprecando perché si sarebbe preferito il famigerato quinto volume della serie principale, ci si butti a pesce e lo si divori velocemente.
Rimanendo fortemente delusi.
Almeno io, e molto fortemente.
Perché ho letto un racconto volutamente scritto con il passo e la lentezza di una cronaca storica, e scritta secoli dopo gli avvenimenti trattati, che finisce ad essere una infinita successione di nomi che, noti o non noti che siano, non generano certo molto interesse. Matrimoni, specialmente tra fratello e sorelle ma non solo, tradimenti, uccisioni, duelli tra draghi, si susseguono stancamente uno uguale all'altro, narrati nello stile piatto e burocratico di un libro di storia. Pochissimi sono gli episodi, e anche molto brevi, in cui si può ritrovare la vivacità e l'irriverenza narrativa che ha decretato il successo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco dando origine tra l'altro al Grim Fantasy. Ho faticato ad arrivare alla fine, perché in fin dei conti dei particolari delle vite di quei vecchi regnanti sul Continente Occidentale me ne importa assai poco, dato che ne conosciamo a grandi linee le vicende, e raccontate in questo modo perdono praticamente di ogni interesse.
Onestamente mi è sembrata una semplice operazione commerciale, cioè lo sfruttamento fino all'osso di un prodotto di successo. Ma non credo proprio che ne leggerò il seguito.

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